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Pietro Altieri alla prima rassegna dell'economica campana e del mediterraneo
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Pietro Altieri alla prima rassegna dell'economica campana e del mediterraneo | Pietro Altieri alla prima rassegna dell'economica campana e del mediterraneo |
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In collaborazione con primarie istituzioni del territorio il Denaro ha organizzato un evento battezzato “Napoli 2020, prima rassegna dell’economia campana e del Mediterraneo” tenutosi il 9 e 10 dicembre 2011, presso il Teatro Mediterraneo della Mostra d’Oltremare. All'evento ha partecipato il presidente del Gruppo ITS, Pietro Altieri.
L'evento si configura come primo appuntamento di una serie pensata per essere replicata e migliorata di anno in anno fino a diventare il punto di riferimento del dibattito economico e politico nazionale che abbia come riferimento la capitale del Mezzogiorno e la sua area allargata d’influenza. L’iniziativa è stata organizzata in collaborazione con le facoltà di economia delle Università napoletane e campane e darà diritto a crediti formativi con l’obiettivo di coinvolgere il maggior numero possibile di studenti e ricercatori.
Costoro, debitamente registrati, saranno coinvolti in una comunità di giovani studiosi che avranno il compito di analizzare nel tempo le ricadute delle decisioni assunte e affiancheranno l’organizzazione nella realizzazione delle future e più impegnative edizioni della rassegna che potrà così contare sul contributo di energie fresche e buoni cervelli di cui Napoli è molto dotata senza tuttavia riuscire a darvi adeguata espressione. Si riportano in calce le sintesi di illustri economisti e di imprenditori partenopei operanti nel settore dell’ ICT e delle nuove tecnologie, tra cui Pietro Altieri, presidente del Gruppo ITS.
Nell'ambito del consesso, Pietro Altieri ha dichiarato che "è pressante una politica industriale per il business immateriale, cosa che purtroppo non vedo all’orizzonte. Nel settore dell’informatica i giovani sono una risorsa. Il 60 per cento sono del Sud, ma lavorano al di sopra del Garigliano. Il Mezzogiorno è in pratica una colonia delle multinazionali estere. Occorre rivedere il sistema della domanda e dell’offerta del settore. Una vera politica industriale deve mettere al centro le persone, nella fattispecie i giovani. Se non rafforziamo il nostro sistema, possiamo vivere solo occasioni sporadiche di sviluppo. Bisogna partire dalla scuola. Il governo Prodi parlava di inglese e informatica come precondizioni di sviluppo. E’ tutto abbandonato. I giovani non parlano inglese neanche all’Università. Gli stage all’estero sono spesso fatti tanto per farli e non sono mirati. Così si sprecano risorse e non si crea sviluppo. E’ difficile che da una precarietà nasca un’idea di progetto”.
Sulla stessa linea anche l'intervento di Antonio Ascione, presidente di SMS Engineering, per il quale "La chiave del successo meridionale deve partire dalle condizioni base, come il
saper parlare inglese, che la maggior parte dei nostri giovani purtroppo non sa
fare. Senza lingue, infatti, non si possono instaurare rapporti con l’estero. L’anno scorso abbiamo aperto una sede a Londra ma devo dare ragione ad Altieri quando dice che
nel settore informatico il Mezzogiorno è indietro. Stati Uniti e il Regno Unito
dominano il mercato mondiale della tecnologia. Noi abbiamo preso le tecnologie
all’estero e le adattiamo al nostro mercato. Abbiamo stretto collaborazioni con
attori importanti. E’ però un problema il fatto che tra i nostri giovani pochi
sappiano parlare inglese”.
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